Selvatico Ancestrale

Descrizione dell'immagine
Da 25 Settembre a 25 Settembre

Luogo : Abbazia di Mirasole - Milano

Opera-Liquida

Un filo d’erba, un albero, un’ape. Sono le forme di vita apparentemente più semplici a diventare protagoniste di “Selvatico Ancestrale”, progetto teatrale di Ivana Trettel, regista e drammaturga di Opera Liquida, che intreccia teatro, fotografia, arte cinetica e inclusione per interrogarsi sul rapporto tra essere umano e natura.
Lo spettacolo nasce dall’urgenza di dare voce a ciò che non ne ha e di raccontare la resistenza della natura e degli esseri senzienti di fronte alla distruzione. Al centro c’è la ricerca di una possibile armonia tra umano e mondo naturale, raccontata attraverso il corpo, la parola, le immagini, i costumi e lo spazio scenico.
Fondamentale il sodalizio con la giornalista e fotografa Giuditta Pellegrini, che da dieci anni attraversa e documenta le foreste del mondo. Le immagini del suo progetto Selvatico Ancestrale entrano nello spettacolo e, trasferite sulla materia serica, diventano parte dei costumi ideati da Salvatore Vignola, realizzati dai detenuti costumisti sotto la guida di Tommaso Massone, per divenire simbolo di vita, distruzione e speranza.
A costruire il paesaggio scenico contribuisce un’evoluzione di “Strutturazione Tricroma”, opera del 1964 dell’artista cinetico Giovanni Anceschi, che, insieme a Ivana Trettel, Marina Conti e i detenuti scenografi, l’hanno espansa, fino a diventare antro, grotta, rifugio.
I colori elementari dell’opera diventano la rappresentazione di un possibile equilibrio tra l’essere umano e la natura.
In scena, insieme a Michelangiola Barbieri Torriani, attori detenuti ed ex detenuti interpretano diverse figure di questo conflitto e di questa possibilità: il corpo foresta, i distruttori, l’essere senziente.
Musiche originali di Nicolini/Troiani. Allestimento tecnico di Silvia Laureti con i detenuti tecnici audio e luci.
Il coinvolgimento delle persone detenute non si limita alla scena: realizzano costumi, scenografia e allestimento tecnico, affiancati dai professionisti del progetto. Il teatro diventa così anche un’esperienza concreta di trasformazione, collaborazione e responsabilità.